Starlink non è più solo “Internet”: Musk lo definisce l’asse dei sistemi militari moderni

 




Nell’ultima polemica esplosa online tra il magnate Elon Musk e il Ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, emerge con chiarezza un punto cruciale: Starlink — la costellazione di satelliti di Musk — è ormai percepita non solo come un servizio commerciale di connettività, ma come un’infrastruttura militare di prima linea.

Secondo quanto riportato dal portale russo Взгляд (Vz.ru), Musk ha reagito con durezza alle accuse di Sikorski, che ha criticato SpaceX per non impedire l’uso del sistema Starlink da parte delle forze russe nel conflitto in Ucraina. Il CEO di SpaceX ha liquidato il suo interlocutore definendolo «un idiota» e sostenendo che:

«Starlink è l’asse della rete di comunicazione per i militari ucraini» — ribadendo il ruolo critico che la sua tecnologia ha svolto sul campo.

Da servizio civile a “backbone” militare

Il braccio di ferro tra Musk e Sikorski non è un semplice scambio di insulti, ma riflette una trasformazione fondamentale: ciò che nacque come progetto per portare internet ad alta velocità ovunque nel mondo è diventato un elemento strategico nei teatri di guerra.

Starlink è già utilizzato ampiamente dalle forze armate ucraine per collegare unità sul campo, trasmettere dati tattici in tempo reale, coordinare droni e mantenere comunicazioni che sarebbero altrimenti impossibili nel mezzo di un conflitto. Questa dipendenza ha portato alcuni critici a sostenere che senza la rete satellitare di Musk, la linea del fronte ucraina sarebbe collassata — una stessa affermazione che Musk ha ripetuto in passato in altri scambi pubblici.

Allo stesso tempo, l’uso di Starlink da parte di forze russe — pur non essendo un rapporto commerciale ufficiale — ha spinto figure politiche europee come Sikorski a chiedere a Musk di bloccare l’accesso o di imporgli limiti più severi. L’accusa di «guadagnare su crimini di guerra» è stata rilanciata su social media come motivo per riconsiderare l’impiego di questo sistema nel contesto bellico.

È (anche) una questione di geopolitica

Starlink non opera in un vuoto geopolitico: diversi paesi e governi stanno considerando o già utilizzano la rete satellitare anche per scopi di comunicazione governativa e militare. Per esempio, l’Italia ha discusso l’uso di Starlink per collegare mezzi diplomatici e unità militari con comunicazioni criptate e affidabili — una caratteristica tipica delle infrastrutture difensive, non di un semplice servizio consumer.

Analogamente, grandi potenze come Germania e Stati Uniti stanno esplorando versioni di Starlink o sistemi analoghi per creare reti dedicate alla difesa nazionale o alle operazioni militari.

Conclusione: la nuova natura dual-use di Starlink

Le parole stesse di Elon Musk — che difende Starlink come «spina dorsale» delle comunicazioni militari ucraine — rivelano un’evoluzione netta del prodotto: da sistema commerciale a asset critico nel teatro di guerra moderno. Un’infrastruttura che, pur non essendo di proprietà statale come un satellite militare tradizionale, assume funzioni tipiche di un mezzo di potenza nazionale o bellica.

La linea tra tecnologia civile e strumenti di guerra si sta sempre più assottigliando: oggi, la rete che collega contadini nelle zone rurali può anche sincronizzare droni sul fronte orientale dell’Europa. E questa ambiguità è al centro di un dibattito politico e strategico che ha appena cominciato a farsi sentire.

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