Addio alla burocrazia quotidiana: arriva il decreto Pnrr con CIE “a vita” per gli over 70, ISEE automatico e tessera elettorale digitale
Mentre l’Italia corre verso la scadenza del Pnrr (metà 2026), il governo approva oggi in Consiglio dei ministri un nuovo pacchetto di semplificazioni che tocca direttamente la vita di milioni di cittadini. Il decreto Pnrr e Coesione (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) introduce tre misure simbolo di digitalizzazione e alleggerimento burocratico: la carta d’identità elettronica quasi eterna per chi ha più di 70 anni, l’ISEE acquisito d’ufficio (addio code al CAF) e la tessera elettorale in formato digitale.
Queste novità, annunciate dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, fanno parte dell’articolo 6 del decreto (“Misure di semplificazione in favore dei cittadini e dei consumatori”) e puntano a ridurre disagi, frodi e oneri amministrativi. Vediamole nel dettaglio.
1. Carta d’identità elettronica “a vita” (o quasi) per gli over 70
La misura più visibile e attesa riguarda circa 10 milioni di ultrasettantenni. Le nuove CIE (Carta d’Identità Elettronica) rilasciate a chi ha almeno 70 anni al momento del rilascio avranno una validità di 50 anni – di fatto illimitata, salvo casi di longevità estrema oltre i 120 anni.
• Quando entra in vigore? Le carte emesse a partire dal 30 luglio 2026 (o dalla data precisa indicata nella legge di conversione) beneficeranno di questa durata estesa.
• Valida per l’espatrio? Sì, resta utilizzabile come documento di viaggio internazionale.
• Rinnovo facoltativo – Il cittadino potrà sempre richiedere un rinnovo dopo 10 anni se serve aggiornare il chip di autenticazione o per altri motivi personali.
• Vecchie CIE? Quelle già in possesso degli over 70 scadute oltre i 10 anni saranno valide solo per riconoscimento sul territorio nazionale e nei rapporti con la PA, ma non per l’espatrio (salvo rinnovo anticipato possibile dal 1° novembre 2026 in alcuni casi).
Obiettivo dichiarato: semplificare la vita agli anziani, ridurre code agli sportelli comunali e alleggerire il carico amministrativo degli enti locali.
2. ISEE automatico: non serve più presentarlo (addio CAF e Inps per bonus e agevolazioni)
Una vera rivoluzione per famiglie, studenti e chiunque accede a prestazioni sociali agevolate (bonus bebè, asili nido, mense scolastiche, università, sconti Tari, Reddito di cittadinanza residuo, ecc.).
• Le pubbliche amministrazioni (scuole, università, Comuni, ecc.) acquisiscono d’ufficio i dati ISEE direttamente dall’Inps tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND).
• Il cittadino non deve più compilare la DSU, recarsi al CAF o all’Inps, né allegare certificati ogni anno.
• Vantaggi anti-frode – Il sistema incrocia i dati in tempo reale, riducendo errori e abusi.
• Tempistiche – La misura scatterà progressivamente con l’adeguamento delle banche dati; si prevede un impatto concreto già dal 2026/2027 per la maggior parte delle prestazioni.
Questa semplificazione dovrebbe risparmiare tempo e denaro a milioni di nuclei familiari, eliminando uno dei documenti più odiati dagli italiani.
3. Tessera elettorale digitale: addio al libretto cartaceo smarrito o pieno di timbri
La terza novità guarda al futuro del voto: arriva la tessera elettorale in formato digitale, in aggiunta (e potenzialmente in sostituzione graduale) a quella tradizionale.
• Basata sui dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).
• Accessibile probabilmente tramite app IO, wallet digitale italiano (It-Wallet) o SPID/CIE.
• Vantaggi pratici – Niente più duplicati da richiedere in Comune per cambio residenza o esaurimento spazi; niente smarrimenti; verifica immediata del diritto di voto.
• Modalità – Il Ministero dell’Interno avrà 12 mesi per emanare decreti attuativi che definiscano standard di sicurezza (per evitare doppio voto o accessi non autorizzati) e integrazione con i sistemi elettorali.
• Fase transitoria – La tessera cartacea resta valida; quella digitale sarà opzionale all’inizio.
Una spinta forte alla dematerializzazione, in linea con gli obiettivi Pnrr di digitalizzazione della PA.
In sintesi: un decreto “per la gente”
Queste tre misure non rivoluzionano il Pnrr nel suo complesso (che resta focalizzato su infrastrutture, transizione ecologica e digitale), ma hanno un alto valore simbolico: dimostrano che i miliardi europei possono tradursi in benefici concreti e immediati per i cittadini, riducendo la burocrazia quotidiana.
Il decreto arriverà in Gazzetta nei prossimi giorni; poi scatterà la conversione in legge entro 60 giorni. Nel frattempo, resta da vedere l’attuazione pratica: quante amministrazioni adegueranno davvero i sistemi? Quanti over 70 richiederanno la nuova CIE “eterna”?
Tu cosa ne pensi? La CIE a vita per gli anziani ti sembra utile o solo un contentino? L’ISEE automatico ti semplificherà davvero la vita? Lascia un commento qui sotto!
(Fonti: bozza decreto Pnrr e Coesione discussa in CdM il 29/01/2026; dichiarazioni ministro Zangrillo a Tg2 Post e Adnkronos; articoli de Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Repubblica, Today.it e altri)

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