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Visualizzazione dei post da gennaio, 2010

L’inferno di Haiti e il Paradiso

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Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale. C’è una sola “malattia”, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l’umanità intera e non ha cure possibili. Non è l’Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita. E’ una “malattia” anche stupenda (per questo la scrivo fra virgolette), è una “malattia” che amiamo, a cui stiamo attaccati con le unghie e con i denti. Ma solitamente non riflettiamo sulla sua natura effimera e quindi l’amiamo in modo sbagliato, dimenticando che dobbiamo scendere alla stazione e siamo destinati a un’altra dimora. Quando arrivano grandi tragedie, personali o collettive, apriamo gli occhi sull’estrema fragilità della nostra esistenza e – s...
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"Visita del Papa negativa", secondo il Rabbino Laras «La visita del Papa alla sinagoga di Roma è un fatto negativo». È una posizione dura quella espressa dal presidente dell'Assemblea rabbinica italiana Giuseppe Laras, che domenica non parteciperà alla storica cerimonia nel Tempio maggiore di Lungotevere De' Cenci. Secondo il presidente dei rabbini italiani, che ha rilasciato un'intervista al Juedische Allgemeine Zeitung, giornale della comunità ebraica tedesca, nulla di positivo può derivare dalla visita di Benedetto XVI, «né per il dialogo ebraico-cattolico, né per il mondo ebraico in genere. L'unica che potrà trarne vantaggio sarà la Chiesa, in particolare nelle sue correnti più retrive. Qualora si verificasse un nuovo motivo di attrito con il mondo ebraico, potrà servirsi di questo evento per ribadire ed esibire la sua sincera amicizia nei nostri confronti». Aggiungendo: «Durante l'attuale pontificato, il 'rapporto fraterno' è diventato ...

Ecco il medico della notte che dà la caccia al cocktail eroina-antrace

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menti utili Le antenne del dottor Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, non si abbassano mai. L’ultimo allarme che hanno captato, un mese fa, riguardava tre casi di eroina tagliata con l’antrace. Avete letto bene: il Bacillus anthracis usato nella guerra batteriologica. Era stata da poco superata un’emergenza a Torino: 27 morti in 45 giorni, un’ecatombe, con un quadro sindromico sempre uguale. «Alla fine abbiamo scoperto che tutti i tossicomani deceduti avevano assunto una dose di eroina particolarissima, la 6-Mam, o monoacetilmorfina, di solito prodotta in Messico. È micidiale, arriva dritta al cervello. Non lascia neppure il tempo di dire “a”: provoca l’immediato arresto cardiocircolatorio». Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, ha l’occhio lungo per certe cose, anche perché ha prestato servizio militare nell’Arma dei carabinieri. Quando vide pe...

Dovevamo aiutarli a casa loro

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Dovevamo aiutarli a casa loro di Ida Magli La prima domanda è questa: possibile che gli italiani non siano capaci di raccogliere pomodori, aranci o mandarini? Si tratta di un lavoro che non richiede nessuna competenza o preparazione e che dunque chiunque può fare. Si tratta, inoltre, di bisogni stagionali, prevedibili quindi, sia per la data che per la quantità. Organizzarsi perciò sarebbe facile purché il datore del lavoro fosse disposto a pagarlo nella maniera giusta e non lo mettesse, invece, pur di spendere il meno possibile, nelle mani delle bande criminali che imperversano da anni nelle campagne del Sud. Di solito si obietta a questa esposizione dei fatti, che nessuno in Italia vuol più fare il lavoro di campagna. Questa, però, è una conseguenza, non la causa della mancanza di mano d’opera, i cui motivi sono molto semplici da capire. Il primo è la scarsezza della retribuzione in quanto, come è noto, il prezzo della frutta e degli ortaggi, altissimo alla distribuzione, è bassiss...

L'Islanda in bancarotta vota per non pagare i debiti

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L'Islanda in bancarotta vota per non pagare i debiti Una bella via di Reykjavik, città fredda ma colorata e capitale di un Paese finito in bancarotta Referendum: onoriamo o no gli impegni con gli stranieri? MARCO ZATTERIN - LA STAMPA CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Un referendum così non s’è mai visto. Il presidente islandese Olafur Grimsson ha deciso di non firmare la legge che autorizza l’uso di fondi pubblici per rimborsare gli istituti di credito britannici e olandesi rimasti invischiati nel crac dell’ex stella del banking online nordico, la Icesave. Secondo quando prescrive la Costituzione, sarà ora una consultazione popolare a stabilire se lo Stato dovrà versare o no i 5,7 miliardi di dollari anticipati dai governi di Londra e Amsterdam per coprire i propri risparmiatori. «Faremo in fretta», assicura Grimsson, mentre il voto negativo appare possibile, come le sue conseguenze nefaste per la corsa di Reykjavik verso l’adesione all’Unione europea. La spiegazione è che «il popolo lo ...