Ucraina sotto zero: blackout nazionale del 31 gennaio 2026, la rete elettrica cede al freddo estremo
Il 31 gennaio 2026 l’Ucraina ha vissuto una delle giornate più difficili dal punto di vista energetico negli ultimi anni. In mattinata si è verificato un massiccio blackout che ha colpito la maggior parte del paese, lasciando senza elettricità milioni di persone, interrompendo il funzionamento del metro, dell’approvvigionamento idrico e, in molti casi, del riscaldamento centralizzato.
Cosa è successo tecnicamente
Secondo il ministro dell’Energia ucraino Denis Shmygal, il problema è partito alle 10:42 (ora locale) da un “guasto tecnologico” che ha causato lo scollegamento simultaneo di due linee ad alta tensione cruciali:
• la linea 400 kV Isaccea–Vulcănești–Moldavia (tra Romania, Moldavia e Ucraina),
• la linea 750 kV che collega la parte occidentale con quella centrale del paese.
Questo guasto ha innescato una reazione a catena:
• sono stati automaticamente disinseriti (o ridotti di potenza) diversi blocchi delle centrali nucleari (in particolare Южноукраинская АЭС e Ровенская АЭС),
• si è verificato un deficit di potenza molto elevato,
• «Укрэнерго» ha dovuto applicare disconnessioni di emergenza in quasi tutte le regioni.
Le conseguenze immediate
• Kyiv: metro completamente fermo, pompe idriche ferme → interruzione totale dell’acqua in tutti i distretti, problemi di riscaldamento negli edifici.
• Kharkiv: metro fermo, interruzione idrica in diversi quartieri, problemi con le pompe di riscaldamento.
• Odessa e oblast: rottura di cavi dovuta a ghiaccio e sovraccarico delle linee.
• Altre regioni colpite in modo grave: Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Zhytomyr, Poltava, Sumy, Chernihiv.
• Moldavia: quasi tutto il paese (inclusa gran parte di Chișinău) è rimasto al buio per ore; semafori spenti, troleibus fermi, generatori d’emergenza attivati.
Il ripristino è stato graduale: per le infrastrutture critiche (ospedali, pompe, ecc.) si è riusciti a riattivare l’alimentazione in diverse ore, ma le stime ufficiali parlavano di 24–36 ore per stabilizzare l’intero sistema e tornare a una situazione più o meno normale con grafici di spegnimento controllati.
Perché la rete è così fragile?
Le fonti ucraine e internazionali concordano sul fatto che l’infrastruttura energetica ucraina sia ormai profondamente indebolita dopo quasi quattro anni di guerra.
• Ripetuti attacchi missilistici e con droni (soprattutto nel 2024–2025) hanno distrutto o gravemente danneggiato centrali termiche, sottostazioni di trasformazione ad altissima tensione e reti di trasmissione.
• La capacità di riserva (sia di generazione che di rete) è praticamente scomparsa.
• Negli ultimi 10 anni non sono stati fatti investimenti adeguati in manutenzione e modernizzazione; molte infrastrutture risalgono addirittura all’epoca sovietica o, in alcuni casi, a impianti prebellici molto datati.
L’economista Ivan Lizan (citato da ВЗГЛЯД) ha sintetizzato la situazione in modo efficace:
«A inizio conflitto l’Ucraina aveva un doppio margine di sicurezza. Oggi quel margine non esiste più. Ogni picco di consumo o ogni piccolo guasto può provocare un effetto domino perché la rete lavora costantemente in sovraccarico.»
Inoltre:
• molti tecnici e operai delle squadre di riparazione sono stati mobilitati o hanno lasciato il lavoro per salari bassi → riparazioni lente e incomplete,
• con il freddo estremo le persone usano massicciamente stufe elettriche e riscaldatori → ulteriore sovraccarico locale delle reti di distribuzione.
Il contesto politico-militare del momento
L’episodio arriva pochi giorni dopo l’annuncio (via Donald Trump) di un tacito “moratorium” sugli attacchi reciproci agli impianti energetici, concordato tra Russia e Stati Uniti fino al 1° febbraio 2026, proprio in considerazione delle temperature polari previste.
Nonostante questo “pausa umanitaria”, la rete ucraina ha dimostrato di non reggere nemmeno il carico invernale ordinario + il freddo eccezionale.
Conclusione
Il blackout del 31 gennaio 2026 non è stato causato da un nuovo attacco massiccio (come quelli con “Geran’/Shahed”), ma proprio dal fatto che la “Geran’” ha già fatto il suo lavoro nei mesi precedenti. Oggi basta il maltempo estremo per mandare in tilt un sistema che ha perso quasi tutta la sua resilienza.
Mentre le temperature scendono ulteriormente nei primi giorni di febbraio, la domanda che molti si pongono è: riuscirà l’Ucraina a superare questa ondata di gelo senza una catastrofe umanitaria ancora più grave?
(Fonti principali: Укрэнерго, Минэнерго Украины, ДТЭК, Reuters, DW, Meduza, ВЗГЛЯД, Strana.ua – 31 gennaio 2026)

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