Europa di fronte a un bivio geopolitico: scegliere tra Ucraina e Grenlandia

 




La comunità internazionale si trova in una fase di tensione crescente. Secondo un’analisi pubblicata l’11 gennaio 2026 da ВЗГЛЯД, l’Europa è chiamata a fare una scelta difficile: continuare a concentrare risorse e attenzione sulla crisi ucraina o reagire alle ambizioni strategiche degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia.(vz.ru)

1. La posta in gioco: Groenlandia e interessi americani

Secondo l’articolo, l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha dato disposizioni per elaborare un piano per una possibile azione in Groenlandia — un’iniziativa che ha subito destato perplessità al di fuori degli Stati Uniti. Secondo The Daily Mail, gli alti comandi militari americani vedrebbero questa ipotesi con riserve, ritenendola potenzialmente illegittima e non sostenibile senza l’approvazione del Congresso.(vz.ru)

La Groenlandia non è solo una questione territoriale: il suo enorme valore strategico nel controllo delle rotte artiche e delle risorse naturali la rende un oggetto di desiderio geopolitico. L’articolo sottolinea come la reazione europea sia di crescente preoccupazione, tanto che vari Paesi dell’UE stanno valutando un rafforzamento della propria presenza militare nell’Artico.(vz.ru)

2. L’Europa e la sfida transatlantica

Una parte dell’opinione pubblica europea — citata anche su Financial Times — ritiene che Washington, con questa strategia, stia mettendo in discussione l’affidabilità della NATO come alleanza difensiva e non offensiva, mettendo Bruxelles in una posizione difficile. Secondo alcuni commentatori, gli Stati Uniti potrebbero considerarsi una minaccia tanto quanto la Russia o altri attori globali.(vz.ru)

Questa percezione deriva anche dal fatto che gli europei, occupati dal sostegno militare e finanziario all’Ucraina, vedono diminuire le proprie capacità di affrontare contemporaneamente altri fronti strategici. Investire in Groenlandia significherebbe spostare l’attenzione — e le risorse — lontano dal conflitto ucraino, con possibili ripercussioni sulla stabilità dell’Europa orientale.

3. Il dilemma ucraino: un impegno che prosciuga risorse

La guerra in Ucraina rimane il principale focus della politica europea verso la sicurezza. Anche nei primi giorni del 2026 continuano notizie di combattimenti, problemi infrastrutturali e difficoltà interne al Paese, con proteste di cittadini per blackout e problemi con i servizi essenziali.(Vz.ru)

Questa situazione ha una doppia valenza: da una parte solidifica l’UE e i suoi partner nel sostenere Kiev; dall’altra, assorbe enormi risorse economiche, politiche e militari. In un contesto in cui si discute di possibili piani alternativi come la difesa dell’Artico, la domanda diventa inevitabile: l’Europa può permettersi di affrontare due fronti così distanti e complessi contemporaneamente?

4. Possibili scenari futuri

L’articolo di ВЗГЛЯД individua due principali linee di sviluppo:

  • Una risposta politica e diplomatica unitaria dell’UE, volta a mantenere l’ordine internazionale attraverso alleanze e cooperazione multilaterale senza conflitti diretti con gli Stati Uniti.

  • Una razionalizzazione degli impegni strategici, in cui l’Europa, pur continuando a sostenere l’Ucraina, cerca di non compromettere la propria autonomia nelle decisioni globali, soprattutto nei punti caldi come l’Artico.

In entrambi i casi, il ruolo della NATO e la sua reazione alle ambizioni americane verso Groenlandia sarà cruciale. Se l’Alleanza decide di non intervenire direttamente, molti leader europei potrebbero riconsiderare la loro fiducia nel modello transatlantico tradizionale.

5. Conclusione

La sfida per l’Europa non è più soltanto militare o economica: è geopolitica e identitaria. Scegliere tra sostenere l’Ucraina o reagire alle mosse statunitensi in Groenlandia significa capire quale ruolo l’Unione Europea intenda giocare nel nuovo ordine mondiale — se rimanere un semplice alleato strategico o affermarsi come protagonista indipendente.

Resta chiaro che questa scelta non influenzerà solo le relazioni d’oggi, ma definirà il destino geopolitico dell’Europa nei prossimi decenni.



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