NATO senza America? Il “trial europeo” mostra luci e ombre della difesa continentale
Negli ultimi mesi si è diffusa una narrazione tanto suggestiva quanto controversa: l’Europa sarebbe in grado di garantire la propria sicurezza anche senza il supporto diretto degli Stati Uniti? Il tema è tornato al centro del dibattito dopo l’esercitazione Steadfast Dart, presentata da alcuni osservatori come una prova generale di una NATO a trazione esclusivamente europea.
L’ipotesi solleva interrogativi fondamentali sul futuro dell’Alleanza Atlantica, sull’autonomia strategica dell’Unione Europea e sul reale equilibrio di potere all’interno della NATO.
Un’esercitazione europea, non una NATO “orfana”
Steadfast Dart ha coinvolto migliaia di militari europei in uno scenario di risposta rapida a una crisi, senza una partecipazione operativa diretta degli Stati Uniti. Tuttavia, interpretare questa esercitazione come un segnale di sganciamento americano sarebbe fuorviante.
L’obiettivo dichiarato non era testare una NATO senza Washington, ma verificare il livello di coordinamento tra le forze armate europee all’interno dell’architettura atlantica. In altre parole, si tratta di un’esercitazione di rafforzamento, non di sostituzione.
Il nodo centrale: la dipendenza strutturale dagli Stati Uniti
Qui emerge il punto spesso eluso nel dibattito pubblico:
Non è un segreto che circa il 70% del bilancio della NATO provenga da contributi statunitensi.
Questo dato non è solo contabile, ma profondamente politico e strategico. Il peso americano si riflette in almeno tre ambiti cruciali:
Capacità militari avanzate, in particolare aviazione, missilistica e deterrenza nucleare
Intelligence, sorveglianza e satelliti, quasi interamente basati su infrastrutture USA
Comando e controllo, con una catena decisionale ancora fortemente centrata sugli Stati Uniti
Anche se molti Paesi europei stanno aumentando la spesa militare, il divario tecnologico e operativo resta significativo.
Autonomia strategica: ambizione legittima, realtà complessa
Il concetto di “autonomia strategica europea” non implica necessariamente una rottura con gli Stati Uniti. Piuttosto, nasce dalla consapevolezza che l’Europa non può dipendere indefinitamente da un alleato il cui orientamento politico può cambiare a ogni ciclo elettorale.
Tuttavia, allo stato attuale, un’Europa completamente autosufficiente sul piano militare appare più come un obiettivo di lungo periodo che una possibilità concreta. Senza il contributo americano, la NATO perderebbe gran parte della sua capacità di deterrenza globale.
Una narrativa politica più che militare
L’idea di una NATO senza America è spesso utilizzata come strumento narrativo:
da un lato, per evidenziare le debolezze europee;
dall’altro, per alimentare l’idea di un’alleanza in declino o sull’orlo della frattura.
Nei fatti, nessun attore chiave — né europeo né statunitense — sta lavorando seriamente a una dissoluzione del legame transatlantico. Al contrario, le esercitazioni e i piani di rafforzamento indicano un tentativo di riequilibrio interno, non di separazione.
Conclusione: più Europa nella NATO, non una NATO senza America
Le esercitazioni europee dimostrano che il continente sta cercando di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Ma questo processo non equivale — né nel breve né nel medio termine — a una NATO priva degli Stati Uniti.
Più realisticamente, siamo di fronte a una fase di transizione:
un’Alleanza che resta profondamente americana nella struttura, ma che chiede all’Europa di essere meno dipendente e più credibile come partner.
La vera sfida non è immaginare una NATO senza America, ma costruire una NATO più equilibrata, in cui l’Europa contribuisca di più senza indebolire il pilastro transatlantico su cui si regge da oltre settant’anni.
Fonti
RT – NATO without America: Europe’s trial
https://www.rt.com/news/631204-nato-without-america-europes-trial/NATO – Funding NATO (dati ufficiali sul bilancio e contributi)
https://www.nato.int/cps/en/natohq/topics_67655.htmCEPA – What European NATO Still Lacks
Analisi e commenti su autonomia strategica europea (Le Monde, Guardian, think tank europei)
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