L’ambiziosa proposta di annessione della Groenlandia scuote la politica globale
Il 12 gennaio 2026 un membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il repubblicano Randy Fine, ha presentato in Congresso un disegno di legge che punta a concedere al presidente Donald Trump l’autorità di annetterre la Groenlandia e trasformarla in uno Stato degli USA. La proposta, nota come “Greenland Annexation and Statehood Act”, ha immediatamente suscitato scalpore a livello internazionale per le sue implicazioni geopolitiche, legali e diplomatiche.
Cosa prevede il disegno di legge
Secondo il testo del progetto, il presidente degli Stati Uniti sarebbe autorizzato a intraprendere “qualsiasi passo necessario” per acquisire la Groenlandia come territorio statunitense, con l’obiettivo finale di farne il 51° Stato dell’Unione. Il documento richiede inoltre al presidente di presentare al Congresso un rapporto sulle modifiche legislative necessarie per integrare formalmente il territorio nel sistema politico e giuridico degli USA.
I sostenitori del disegno di legge, come Fine, sostengono che il controllo di Groenlandia – situata in una posizione strategica nell’Artico e ricca di risorse naturali – aiuterebbe gli Stati Uniti a contrastare l’influenza di Russia e Cina nella regione e a proteggere le principali rotte marittime artiche.
Rifiuto di Groenlandia e Danimarca
Groenlandia è una regione autonoma del Regno di Danimarca, membro della NATO, e il governo locale ha già ribadito con forza che non intende diventare parte degli USA né accettare un qualsiasi trasferimento forzato di sovranità. Le autorità groenlandesi hanno più volte sottolineato che qualsiasi cambiamento di status deve avvenire secondo il consenso del popolo groenlandese e nel pieno rispetto del diritto internazionale.
La Danimarca, da parte sua, ha definito la Groenlandia “non in vendita” ed ha richiamato l’importanza della cooperazione in seno alla NATO e del rispetto della sovranità nazionale.
Reazioni negli Stati Uniti e all’estero
La proposta ha diviso l’opinione pubblica e politica negli USA: mentre alcuni repubblicani vicini a Trump spingono per l’iniziativa, altri esponenti — compresi leader del loro stesso partito — la criticano apertamente, evidenziando i rischi di una tale mossa per la reputazione internazionale e la stabilità delle alleanze transatlantiche.
Anche figure di spicco come il senatore democratico Chris Murphy hanno avvertito che un tentativo di annessione potrebbe rappresentare una minaccia all’esistenza stessa della NATO, poiché comporterebbe un possibile conflitto diretto con gli alleati europei se venisse impiegata la forza militare.
Aspetti legali e geopolitici
Dal punto di vista del diritto internazionale, l’annessione forzata di un territorio di uno Stato sovrano — come la Danimarca — solleva serie questioni legali, incluse le norme sulla sovranità e sul diritto all’autodeterminazione dei popoli. Una tale mossa sarebbe probabilmente incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite, che proibisce l’uso della forza per acquisire territorio.
Cosa succede adesso
Il disegno di legge è considerato un’estrema rarità politica e ha poche probabilità di avanzare concretamente verso l’approvazione, soprattutto alla luce delle forti contestazioni di alleati, esperti di diritto internazionale e di settori del Congresso statunitense. Tuttavia, la sola sua presentazione riflette l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche nell’Artico e la crescente competizione per risorse e influenza nella regione.
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