La follia dei “theriani” e la resa della psicologia: benvenuti nel circo postmoderno
Care lettrici, cari lettori, credo di averle viste ormai tutte. Ma la notizia che arriva dal Portogallo supera ogni più sfrenata fantasia distopica. L’Ordine dei Medici Veterinari portoghese è stato costretto a pubblicare delle **linee guida ufficiali** per rispondere a una domanda assurda: *posso curare un essere umano che si identifica in un animale?*
La risposta, per fortuna, è **no**. I veterinari curano gli animali, non gli adulti che abbaiano. Eppure, che siamo arrivati al punto in cui un ordine professionale debba specificare una simile ovvietà, la dice lunga sullo stato catatonico della nostra società.
### Benvenuti nel mondo dei "theriani"
Se non lo sapeste, il termine "therian" (o "therianthropy") indica persone – spesso giovanissime – che si identificano spiritualmente o psicologicamente come animali non umani. Cani, gatti, volpi, draghi, lupi. Indossano maschere, code finte, camminano a quattro zampe e… **pretendono cure veterinarie**.
Secondo l’articolo di Euronews, il fenomeno esplode su TikTok e ha già portato alcuni giovani, all’estero, a presentarsi nelle cliniche veterinarie chiedendo di essere visitati come se fossero animali domestici .
Fermiamoci un attimo. Respiri.
Questo non è un copione di *Black Mirror*. È la cronaca del 2026.
### L’ipocrisia del "rispetto"
La parte più agghiacciante è la risposta delle istituzioni. L’Ordine dei Medici Veterinari portoghese, pur dicendo no, raccomanda ai professionisti di mantenere un **"atteggiamento rispettoso e informativo"** . Rispettoso? Verso cosa? Verso una bugia patologica?
Attenzione: qui non si parla di semplice gioco di ruolo tra adolescenti. Qui si parla di soggetti che **credono** così profondamente di essere un animale da cercare un parere medico veterinario. Se io domani mi identificassi in una sedia a rotelle, verrei giustamente indirizzato da uno psichiatra. Se mi identificassi in Napoleone, finirei in TSO. Ma se mi identifico in un golden retriever, devo essere "rispettato"?
Questa è la resa della psichiatria di fronte al relativismo più tossico.
### La fabbrica dell’assurdo (si chiama TikTok)
La vera colpevole, in questa storia, è la piattaforma che ha trasformato il disagio mentale in un **trend estetico**. Su TikTok, i video di "therians" in maschera che ululano alla luna o mangiano dalla ciotola hanno milioni di visualizzazioni. Non sono atti di ribellione giovanile: sono **performance** normalizzate dall’algoritmo.
E mentre i like salgono, la salute mentale di questi ragazzi crolla. Ma chi se ne importa? È più facile dire che sono "altre forme di identità" piuttosto che ammettere che stiamo assistendo a un’epidemia di disturbi dissociativi alimentati dai social.
Il caso più grottesco? A febbraio 2026, a Vila Real (Portogallo), era stato organizzato un "raduno therian". È stato **annullato per le critiche**. Ma non critichiamo il fenomeno: critichiamo chi lo contrasta.
### Cosa dovrebbe succedere (ma non succederà)
La soluzione è semplice e dolorosa.
1. **Stop alla deriva ideologica**: Identificarsi in un animale non è una "identità". È un sintomo. Punto.
2. **Vietare la promozione su TikTok**: Se un video mostra comportamenti autolesionisti o dissociativi, deve essere rimosso, non premiato.
3. **Psichiatria, non censura**: Questi ragazzi non hanno bisogno di un veterinario. Hanno bisogno di uno psicologo o di uno psichiatra. E hanno bisogno che un adulto dica loro "no" con fermezza.
Ma viviamo in un'epoca in cui dire "no" è considerato violenza. Ed eccoci qui: a discutere se un medico veterinario possa mettere le mani su un paziente umano che abbaia.
### Conclusione: il collasso del reale
Il fatto che l’Ordine dei Veterinari portoghese abbia dovuto scrivere un documento per ribadire che **gli umani non si curano in cliniche veterinarie** è la metafora perfetta del nostro tempo: abbiamo perso il contatto con la realtà così profondamente che le professioni più antiche devono difendersi dall’assurdo.
Ai giovani "theriani" dico: non siete animali. Siete persone in difficoltà che il mondo degli adulti ha abbandonato, rimpiazzando l’educazione con il like e la cura con l’algoritmo.
Ai genitori dico: se vostro figlio indossa una coda da volpe e vuole farsi visitare dal veterinario, non chiamate un medico veterinario. **Spegnete il Wi-Fi** e chiamate uno psichiatra.
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### Fonti e note a margine
- Euronews, "Portogallo: Associazione Veterinaria si rifiuta di curare le persone che si identificano in animali", 22/05/2026.
- CNN Portugal, servizio sul fenomeno dei "theriani" e le richieste di cure veterinarie (citato da Euronews).
- *Correio da Manhã*, dichiarazione dell'Ordine dei Medici Veterinari: "Una persona che si identifica in un animale è ancora un essere umano secondo la legge".
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