Il segreto della banca: come crea denaro dal nulla (e ci guadagna davvero)



Hai mai avuto la sensazione che la banca faccia un "gioco di prestigio"? Che i soldi che presta non siano proprio quelli che tu depositi? Beh, hai ragione. E oggi ti spiego esattamente come funziona, senza giri di parole.


La riserva frazionaria in parole semplici

Immagina di depositare 100 euro nella tua banca.


La banca non tiene tutti i 100 euro nel caveau. Ne tiene solo una parte (una frazione), per legge. Il resto lo presta ad altre persone e ci guadagna sopra gli interessi.


Oggi, in Italia, la Banca Centrale Europea impone alle banche di tenere come riserva solo l'1% dei depositi.


L'1%. Non il 10%, non il 20%. L'1%.


Questo significa che su 100 euro che depositi, la banca può prestarne fino a 99.


Ma ecco il colpo di teatro

La banca non prende i tuoi 99 euro e li dà a qualcun altro. No. Sarebbe troppo semplice (e onesto).


La banca crea 99 euro dal nulla – sotto forma di moneta scritturale, cioè numeri su un computer – e li accredita sul conto di un'altra persona, che chiameremo Mario.


Tu intanto hai ancora i tuoi 100 euro sul conto. Puoi spenderli quando vuoi.


Mario ha 99 euro sul suo conto. Può spenderli quando vuole.


Totale? Ora esistono 199 euro, laddove prima ne esistevano 100.


Questa è la magia della riserva frazionaria. E funziona perché la maggior parte delle transazioni oggi avviene con moneta elettronica, non con banconote fisiche.


Un esempio concreto: il mutuo da 200.000 euro

Prendiamo un caso reale. Marco chiede un mutuo di 200.000 euro per comprare casa.


La banca non va a prendere quei soldi da nessuna parte. Non li sottrae ad altri clienti. Non li chiede alla Banca Centrale. Non li ha in un cassetto.


Semplicemente, apre un foglio elettronico e scrive +200.000 euro sul conto di Marco.


Fatto. Il denaro è stato creato.


Poi Marco compra la casa, il venditore deposita quei 200.000 euro nella sua banca, e il ciclo ricomincia: la banca del venditore tratterrà l'1% di riserva e presterà il resto a qualcun altro.


Alla fine, da 100 euro reali depositati, il sistema bancario può creare fino a 10.000 euro di nuova moneta scritturale (se il moltiplicatore della riserva è 100).


Quanto ci guadagna la banca?

Ora arriva la parte bella.


Marco pagherà alla banca 200.000 euro di capitale più circa 99.000 euro di interessi in 25 anni.


Totale: 299.000 euro.


La banca però quei 200.000 euro non li aveva. Li ha creati con una scrittura contabile.


Quindi il suo guadagno netto sul mutuo è di circa 99.000 euro, soldi veri che Marco dovrà guadagnare lavorando per 25 anni.


E attenzione: la banca potrà prestare di nuovo gli stessi 200.000 euro a un'altra persona non appena Marco li restituisce. Generando altri interessi.


Ma allora perché le banche falliscono?

Se è così facile, perché esiste il rischio bancario? Perché ci sono state crisi?


Per due ragioni.


Primo: la banca ha costi fissi enormi. Dipendenti, sedi, software, accantonamenti per i crediti che non verranno pagati. Nel primo anno di vita, una banca va quasi sempre in perdita, perché i prestiti iniziano a rendere dopo alcuni mesi, mentre i costi partono subito.


Secondo: se tutti i clienti andassero insieme a prelevare i propri soldi in contanti (la cosiddetta "corsa agli sportelli"), la banca non potrebbe restituirli a tutti. Ha solo l'1% dei depositi in forma liquida. Il resto lo ha prestato. È come promettere a 100 persone la stessa valigia di soldi.


Per questo esiste un sistema di garanzia (in Italia il FITD) che protegge i piccoli risparmiatori fino a 100.000 euro.


E i vincoli della Banca d'Italia?

Le banche non possono creare denaro all'infinito. Devono rispettare rigidi requisiti patrimoniali (le regole di Basilea), che impongono di avere un certo ammontare di capitale proprio rapportato ai prestiti concessi.


Oggi in Italia il coefficiente patrimoniale medio delle banche è intorno al 16%, ben sopra il minimo del 10,5% richiesto.


Questo significa che la banca non può prestare tutto: deve dimostrare di avere "soldi veri" propri a sufficienza per assorbire eventuali perdite.


Proviamo a simulare una banca vera

Prendiamo una banca con:


1.000 clienti che depositano 5.000 euro ciascuno


Totale depositi: 5 milioni di euro


Riserva obbligatoria (1%): 50.000 euro


Prestiti concessi (circa il 90% del disponibile): 4.455.000 euro


Nel primo anno, questa banca avrà:


Entrate da interessi: circa 265.000 euro


Uscite (stipendi, affitto, accantonamenti): circa 350.000 euro


Perdita: 85.000 euro


Nel secondo anno, gli interessi entreranno per intero (perché i prestiti sono partiti a gennaio), e la banca inizierà ad avvicinarsi al pareggio.


Dal terzo-quarto anno, se continua a crescere, inizierà a fare utili.


Il vero guadagno arriva dopo, quando la banca ha accumulato un portafoglio prestiti solido e i costi fissi sono stati assorbiti.


La frase che riassume tutto

La banca presta soldi che non ha, per farsi restituire soldi che esistono, e su questo scambio guadagna interessi veri per decenni.


Non è magia. È solo un sistema basato sulla fiducia. E finché la fiducia regge, funziona.


Cosa porti a casa da questo articolo

La banca tiene come riserva solo l'1% dei depositi (oggi in Italia)


Il resto lo presta, ma non prendendolo dai depositanti: lo crea dal nulla come moneta elettronica


Su quei soldi creati, la banca incassa interessi veri


Il sistema si chiama riserva frazionaria e ha un effetto moltiplicatore sulla moneta


I limiti esistono: requisiti patrimoniali, costi fissi, rischio di corsa agli sportelli


Una banca non guadagna subito: servono anni prima che i ricavi superino i costi


Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo. Perché capire come funziona il denaro è il primo passo per non farsi incantare.

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