Blocco navale illegale in acque internazionali: Porro (10 Minuti) sbaglia, il diritto internazionale condanna Israele!!



La scorsa notte, le forze israeliane hanno intercettato la "Global Sumud Flotilla" in acque internazionali arrestando oltre 400 attivisti. Nella puntata del 20 maggio di "10 Minuti" su Rete 4, il conduttore Nicola Porro ha definito "legittimo" il blocco navale imposto da Israele. Ma è falso. Il diritto internazionale, le sentenze della Corte dell'Aja e gli obblighi di Israele come potenza occupante dicono esattamente il contrario.


1. Il fatto: una flottiglia umanitaria fermata in alto mare

Il 18 maggio 2026, la marina israeliana ha fermato la flottiglia in acque internazionali al largo di Cipro. A bordo c'erano aiuti umanitari (latte artificiale e medicinali) e oltre 400 attivisti da decine di Paesi, tra cui Italia, UK, Canada e Turchia.


L'operazione non è avvenuta in un "teatro di guerra attivo" né nelle acque territoriali di Gaza. È avvenuta in alto mare, a centinaia di chilometri dalla costa. I detenuti sono stati portati in Israele con la forza. Secondo fonti turche (Anadolu Ajansı), ci sarebbero state violenze durante l'abbordaggio.


2. La tesi di Nicola Porro: "Il blocco navale è legittimo"

Nella puntata di "10 Minuti" del 20 maggio 2026 su Rete 4, il conduttore Nicola Porro ha sostenuto la legittimità del blocco, presumibilmente sulla base del diritto di "autodifesa" di Israele o della necessità di impedire il contrabbando di armi ad Hamas.


Peccato che questa tesi sia giuridicamente insostenibile. Vediamo punto per punto perché.


3. Tre ragioni per cui il blocco israeliano è illegale

A. Acque internazionali: fermare navi civili è pirateria

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS, 1982) , il principio di "libertà di navigazione" vige in alto mare. In acque internazionali, una nave è soggetta alla giurisdizione esclusiva dello Stato di cui batte bandiera (Art. 92). Nessuno può fermarla senza il consenso di quello Stato.


L'esperto di diritto internazionale Donald Rothwell (Australian National University) è stato chiaro: "L'intercettazione in acque internazionali, a centinaia di chilometri da Gaza, è una violazione della libertà di navigazione" . La Commissione Internazionale per il Sostegno ai Diritti del Popolo Palestinese ha parlato senza mezzi termini di "pirateria marittima" .


Conclusione: Anche se Israele non ha firmato l'UNCLOS, la libertà di navigazione è diritto consuetudinario, vincolante per tutti. Fermare navi civili in acque internazionali è un atto illegittimo, punto.


B. Potenza occupante: obblighi, non divieti

Israele sostiene da anni di non occupare più Gaza (dal 2005). Ma la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha smentito questa tesi. Nel suo parere consultivo del 22 ottobre 2025, la Corte ha dichiarato che il controllo effettivo di Israele su Gaza è aumentato, rendendolo soggetto agli obblighi del diritto di occupazione bellica (Convenzioni di Ginevra).


E quali sono questi obblighi? La Corte è stata lapidaria: in quanto Potenza occupante, Israele ha il dovere di "garantire i bisogni fondamentali della popolazione civile" e non può ostacolare l'arrivo dei soccorsi umanitari .


La contraddizione è insanabile: Un blocco navale serve a impedire l'ingresso di merci e persone. Ma l'ICJ dice che Israele deve facilitare gli aiuti. Un blocco navale totale è incompatibile con lo status di potenza occupante. È illegale.


C. La fame come arma: crimine di guerra

Il diritto internazionale umanitario vieta espressamente di usare la fame contro i civili come metodo di guerra. Gaza è ridotta allo stremo: l'ICJ ha rilevato che la maggior parte della popolazione è in stato di "fame" o "emergenza". Nel 2025, la stessa Corte ha ribadito il divieto di "impedire l'ingresso di rifornimenti essenziali per la sopravvivenza".


Il paradosso: Un blocco navale in tempo di guerra può essere ammissibile solo se non affama la popolazione civile. Nel caso di Gaza, con i valichi di terra distrutti o chiusi e la popolazione allo stremo, il blocco navale non è altro che punizione collettiva. E la punizione collettiva è illegale ai sensi dell'Art. 33 della Quarta Convenzione di Ginevra. È un crimine di guerra.


4. Il precedente Mavi Marmara (2010) non salva la tesi

I sostenitori del blocco citano spesso il rapporto ONU del 2011 (Panel Palmer) che definì il blocco israeliano "legale in linea di principio" dopo la morte di 9 attivisti turchi sulla Mavi Marmara.


Ma il mondo giuridico è cambiato. Nel 2024 e 2025, la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato l'occupazione dei Territori Palestinesi "illegale" e ha qualificato la negazione del diritto all'autodeterminazione come violazione di una norma imperativa (jus cogens) . Se l'occupazione è illegale, anche gli strumenti che la mantengono (come il blocco navale) perdono qualsiasi parvenza di legittimità.


Il rapporto Palmer appartiene a un'epoca giuridica diversa. Oggi, alla luce delle sentenze dell'Aja, quella tesi è obsoleta e superata.


5. Conclusione: Porro sbaglia, il blocco è illegale

L'affermazione di Nicola Porro a "10 Minuti" secondo cui il blocco navale israeliano è legittimo è giuridicamente infondata. Lo dicono le norme, lo dicono le sentenze, lo dicono i fatti.


Argomento Realtà giuridica

"Acque internazionali" Libertà di navigazione assoluta. Fermare navi civili è pirateria.

"Autodifesa di Israele" Come potenza occupante, Israele ha l'obbligo di far passare gli aiuti, non di bloccarli.

"Necessità di fermare le armi" La fame collettiva è un crimine di guerra (Art. 33 Ginevra).

Cosa fare adesso? L'Italia, la Spagna, la Francia, la Slovenia e tutti i Paesi i cui cittadini sono stati arrestati illegalmente in alto mare hanno il dovere di protestare formalmente e chiedere il rilascio immediato degli attivisti. Non è una questione di "schierarsi con Hamas". È una questione di difendere il diritto internazionale, la libertà di navigazione e la vita dei civili a Gaza.


📚 Fonti:

[1] RT (Russia Today). (20 maggio 2026). What is the Gaza flotilla ‘monstrously’ abused by Israel? URL: https://www.rt.com/news/640317-israel-gaza-flotilla-abused/

[2] Rete 4 – "10 Minuti" con Nicola Porro. (20 maggio 2026). Mercoledì 20 maggio. Mediaset Infinity. URL: https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/10minuti/mercoledi-20-maggio_F314088901018601

[3] Nazioni Unite. (1982). Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), Art. 87 e 92.

[4] Rothwell, D. (2026, 19 maggio). Dichiarazione all'Associated Press.

[5] International Commission to Support Palestinian Rights. (2026, 19 maggio). Press release: Israeli interception of Global Sumud Flotilla constitutes maritime piracy.

[6] Corte Internazionale di Giustizia (ICJ). (22 ottobre 2025). Parere consultivo sulle conseguenze giuridiche derivanti dalle politiche e prassi di Israele nei Territori Palestinesi Occupati, §78-82 e §145-150.

[7] ICJ. (2025). Applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (Sudafrica c. Israele). Ordinanza sulle misure provvisorie, 28 marzo 2025.

[8] ICJ. (2025). Parere consultivo del 22 ottobre 2025, §162.

[9] Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). (1949). Quarta Convenzione di Ginevra, Art. 33.

[10] ICJ. (2024). Parere consultivo del 19 luglio 2024; e ICJ (2025) come sopra.

Commenti

Post popolari in questo blog

La stampa occidentale ha imparato a riconoscere i successi della Russia - Valeria Verbinina, Evgeny Pozdnyakov

Stasi è colpevole, si o no? Cosa ha stabilito la Cassazione

Perché i bambini svedesi stanno diventando sempre più gangster