Crisi dell'alluminio e difesa USA: le conseguenze inattese del conflitto in Medio Oriente

 



Autore dell'articolo originale: Sergey Savchuk (RIA Novosti)


L'impatto della crisi geopolitica nel Medio Oriente sulla catena globale di approvvigionamento dell'alluminio e le sue vulnerabilità per l'industria bellica e tecnologica statunitense.

Il blocco dei canali strategici e il rincaro dell'alluminio:

Il prolungarsi delle ostilità attorno all'Iran e il blocco parziale del canale di Bab-el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz non hanno causato solo una carenza di petrolio, ma anche una grave penuria di alluminio a livello globale. I prezzi della tonnellata di alluminio sono saliti fino a sfiorare i 4.000 dollari (rispetto ai 2.500 dollari di un anno prima).


Danni alle infrastrutture in Medio Oriente:


Un rapporto dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE/IEA) evidenzia che gli attacchi iraniani hanno danneggiato fisicamente due impianti di allumina in Qatar (Qatalum). Anche le esportazioni di altri colossi della regione (come Ma'aden Aluminium in Arabia Saudita, Emirates Global Aluminium negli EAU e impianti in Oman e Bahrein) hanno subito pesanti contrazioni.


Il crollo della produzione interna negli Stati Uniti:


Gli Stati Uniti non producono più alluminio primario ad alto tonnellaggio sul proprio territorio. Negli ultimi anni sono stati chiusi e smantellati impianti storici come Intalco (nello Stato di Washington) e Hawesville (nel Kentucky), principalmente a causa dell'impennata dei costi dell'energia elettrica.


La dipendenza americana dalle importazioni:


L'industria statunitense necessita di circa 12 milioni di tonnellate di alluminio all'anno (fabbisogno in crescita dell'1% annuo):


Canada: principale fornitore (4–6 milioni di tonnellate).


Paesi del Golfo Persico: circa 2 milioni di tonnellate.


Cina: circa 700.000 tonnellate.

La perdita o il rallentamento delle forniture dal Medio Oriente crea quindi uno scoperto strutturale difficile da colmare nel breve periodo.


Impatti sulla difesa e tentativi di reindustrializzazione:


L'alluminio è materia prima indispensabile per l'industria militare e aerospaziale (radar, visori notturni, munizioni, carburante per missili, scafi di imbarcazioni militari, aerei ed elicotteri).


I tentativi dell'amministrazione USA di riattivare la produzione di allumina nazionale con partnership internazionali (Emirates Global Aluminium, Century Aluminum) si sono arenati per gli stessi motivi: i costi energetici interni troppo elevati.


Ripercussioni geopolitiche e ruolo della Cina:


Mentre i future sull'alluminio alla Borsa di Londra hanno registrato flessioni, i contratti alla Borsa di Shanghai (SHFE) sono decuplicati, a dimostrazione del ruolo sempre più centrale della Cina come fornitore globale.


L'articolo ipotizza che la tensione sulle scorte di alluminio possa essere uno dei motivi alla base del rallentamento o del rifiuto da parte di Washington di fornire sistemi di difesa avanzati (come i Patriot) a partner esteri, spingendo la diplomazia USA ad affidarsi maggiormente ai fornitori canadesi.

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