La Grande Vittoria Italiana al Parlamento Europeo: Una Svolta Storica sull'Asilo e la Migrazione



 11 Febbraio 2026


In un momento in cui l'immigrazione irregolare continua a dominare il dibattito politico europeo, il Parlamento Europeo ha appena consegnato al governo italiano una delle vittorie più nette e decisive degli ultimi dieci anni. Il 10 febbraio 2026, a Strasburgo, l'Eurocamera ha approvato in via definitiva due modifiche cruciali al regolamento sulle procedure di asilo, rafforzando il Patto su Migrazione e Asilo adottato nel 2024 e pienamente operativo da giugno 2026.


Questo voto non solo allinea l'UE alla linea restrittiva promossa dal premier Giorgia Meloni, ma segna un passo verso un controllo più efficace dei flussi migratori, con procedure accelerate, respingimenti facilitati e la possibilità di esternalizzare le valutazioni in paesi terzi.


Ma perché, nonostante l'importanza di questo risultato, se ne parla così poco nei grandi media generalisti? Forse perché sfida narrazioni consolidate, o perché è frutto di un'alleanza tra centrodestra e popolari europei che non piace a tutti. Andiamo a vedere i dettagli.


Cosa è Stato Approvato Esattamente?


Il primo provvedimento introduce il primo elenco comune UE di "paesi di origine sicuri", approvato con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni. La lista include Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia – nazioni da cui provengono molti migranti che attraversano il Mediterraneo. Per i cittadini di questi paesi, le domande di asilo saranno trattate con procedure accelerate alla frontiera, spesso con una presunzione di non necessità di protezione. Questo significa tempi ridotti (da sei a tre mesi) e un maggiore rischio di respingimento immediato, senza un esame approfondito.


Il secondo voto, con 396 sì, 226 no e 30 astensioni, rivede il concetto di "paese terzo sicuro". Ora, una domanda di asilo può essere dichiarata inammissibile se il richiedente ha transitato o potrebbe ottenere protezione in un paese non UE considerato sicuro, anche senza un "collegamento personale" forte con quel paese. Questo apre la porta a trasferimenti forzati verso nazioni terze, facilitando accordi bilaterali e rendendo più rapidi i rimpatri.


In pratica, non si tratta di un'abolizione totale del diritto d'asilo – garantito dalla Convenzione di Ginevra e dalla Carta UE dei Diritti Fondamentali – ma di un suo forte depotenziamento per categorie specifiche di migranti. Organizzazioni come Amnesty International lo definiscono un "affossamento" del diritto d'asilo, accusando l'UE di capitolare di fronte a politiche anti-migranti. Dall'altro lato, per il governo italiano, è una "svolta storica" che rende europea la strategia promossa da Meloni.


Via Libera ai Centri Extra-UE: Il Modello Albania Diventa Europeo


Uno degli aspetti più rivoluzionari è l'indiretto endorsement ai centri di raccolta e processing extra-UE, come quelli già sperimentati dall'Italia in Albania dal 2024. Le nuove norme eliminano ostacoli legali per i cosiddetti "return hubs" in paesi terzi, permettendo di esaminare le domande di asilo fuori dai confini UE. L'Italia, con il relatore Alessandro Ciriani (FdI, gruppo ECR) per il testo sui paesi di origine sicuri, ha giocato un ruolo chiave in questo. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha celebrato il voto come un "passo decisivo", sottolineando come la linea italiana sia ora condivisa a livello europeo.


Questo approccio, ispirato al "modello Albania", potrebbe espandersi: accordi con paesi come l'Egitto o la Tunisia per gestire i flussi direttamente lì, riducendo gli arrivi in Europa. Critici, come SOS Humanity, avvertono che designare paesi come la Tunisia "sicuri" ignora repressioni e violazioni dei diritti umani, rischiando di esporre i migranti a pericoli.


E il "Blocco Navale"? Non Esattamente, Ma...


Non c'è un'autorizzazione esplicita a un "blocco navale" – che resta vietato dal diritto internazionale del mare e dalle convenzioni SAR (Search and Rescue). Tuttavia, l'insieme delle misure (procedure accelerate, inammissibilità facile, esternalizzazione) crea un effetto deterrente simile a un "blocco soft". In Italia, il governo sta discutendo misure nazionali per interdire acque territoriali alle ONG in certi casi, e questo voto UE offre una sponda. È una direzione verso un contenimento preventivo dei flussi, che alcuni media di centrodestra interpretano come una vittoria contro l'immigrazione incontrollata.


Perché Nessuno Ne Parla (O Quasi)?


Se ne discute ampiamente nei media di centrodestra italiani, come Il Messaggero o ItaliaOggi, dove è presentata come la "ragione data a Meloni" dall'UE. Ma nei telegiornali mainstream o nella stampa di centrosinistra, l'attenzione è sulle critiche: "giornata nera per i diritti" secondo Il Manifesto, o "stretta sui migranti" con enfasi sulle proteste di ONG. È la polarizzazione tipica: per il governo, è un trionfo; per l'opposizione, una deriva autoritaria. E in un'Europa divisa, con popolari e destre unite su questo tema, il silenzio di alcuni riflette discomfort con una politica "politicamente scorretta" ma pragmatica.


Conclusioni: Un'Europa Più Sicura o Meno Umana?


Questa vittoria italiana non è solo simbolica: dal giugno 2026, l'UE avrà strumenti più efficaci per gestire la migrazione, riducendo abusi del sistema d'asilo e accelerando rimpatri. Per l'Italia, significa meno pressione sui confini e un modello esportato in Europa. Ma a che costo? Le ONG temono un aumento di rotte pericolose e violazioni dei diritti. Il dibattito è aperto: è questa la via per un'immigrazione controllata, o un passo indietro sui valori fondanti dell'UE?


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