AGCOM multa Cloudflare: svolta storica nella lotta alla pirateria online in Italia
La decisione dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) di sanzionare Cloudflare con una multa superiore a 14 milioni di euro rappresenta una svolta decisiva nella lotta alla pirateria online e un segnale forte a tutti gli intermediari tecnologici che operano sul mercato italiano.
La sanzione è stata irrogata per mancata ottemperanza agli ordini di blocco previsti dalla delibera AGCOM n. 49/25/CONS del 18 febbraio 2025, emanata in applicazione della Legge Antipirateria n. 93/2023.
Una sanzione proporzionata e fondata sulla legge
L’importo della multa, pari a circa l’1% del fatturato globale di Cloudflare, è stato calcolato in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente per i casi di inottemperanza agli ordini dell’Autorità in materia di diritto d’autore.
Si tratta di una misura pienamente legittima, coerente con il quadro normativo italiano ed europeo, e volta a garantire l’effettività delle decisioni amministrative contro la diffusione sistematica di contenuti illeciti.
Piracy Shield: il cuore operativo della strategia antipirateria
Dal febbraio 2024 AGCOM ha reso operativo Piracy Shield, una piattaforma tecnologica avanzata che consente di disabilitare l’accesso a siti pirata entro 30 minuti dalla segnalazione.
Il sistema è stato progettato per contrastare in modo tempestivo e mirato la pirateria digitale, soprattutto nel settore audiovisivo e sportivo.
Secondo le verifiche dell’Autorità, una percentuale elevatissima dei siti pirata utilizza servizi di Cloudflare, rendendo il ruolo dell’azienda centrale nella catena tecnologica che consente l’accesso ai contenuti illeciti.
La dinamica della violazione: una lunga fase di mancata cooperazione
AGCOM ha ricostruito puntualmente la condotta di Cloudflare, evidenziando una persistente mancata collaborazione, nonostante ripetuti avvisi:
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Marzo – ottobre 2024: inviti formali a designare un rappresentante legale in Italia e a registrarsi su Piracy Shield
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18 febbraio 2025: ordine ufficiale di blocco relativo a migliaia di domini e indirizzi IP
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Mancata esecuzione: Cloudflare non applica i blocchi, pur avendo presentato ricorso amministrativo
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Accertamento AGCOM: i contenuti illeciti risultano ancora accessibili
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29 dicembre 2025: irrogazione della sanzione da parte del Consiglio AGCOM (con voto contrario della commissaria Elisa Giomi)
Questa sequenza dimostra come la sanzione sia stata l’extrema ratio, adottata solo dopo un prolungato tentativo di interlocuzione.
Perché AGCOM ha ragione: responsabilità e cooperazione
Il ruolo attivo degli intermediari
AGCOM ha chiarito un principio fondamentale: Cloudflare non è un soggetto neutrale, ma un fornitore di servizi che:
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ottimizza la distribuzione dei contenuti
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maschera l’hosting originario
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rende più resilienti i siti illeciti contro le azioni di contrasto
In questo contesto, la cooperazione non è facoltativa, ma un obbligo di legge.
La pirateria come danno sistemico
La pirateria online genera danni economici stimati in miliardi di euro per l’industria culturale, lo sport professionistico e l’intero sistema Paese.
Contrastarla in modo efficace significa:
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tutelare il lavoro creativo
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proteggere gli investimenti
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garantire concorrenza leale
L’azione di AGCOM va quindi letta come misura di interesse pubblico, non come un attacco alla libertà della rete.
Un precedente che fa scuola
La multa a Cloudflare costituisce un precedente di portata internazionale.
Il messaggio dell’Autorità è chiaro: tutti gli operatori tecnologici che forniscono servizi in Italia devono rispettare le decisioni dell’Autorità italiana, indipendentemente dalla sede legale.
Provider DNS pubblici, VPN, CDN e piattaforme globali non possono più sottrarsi agli obblighi di cooperazione invocando genericamente limiti tecnici.
Prospettive future e contenzioso
La vicenda non è ancora conclusa. Cloudflare ha già presentato ricorso contro l’ordine di blocco e con ogni probabilità impugnerà anche la sanzione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale.
Tuttavia, il quadro normativo appare solido e l’azione di AGCOM coerente, proporzionata e ben motivata, rendendo la decisione un pilastro della nuova stagione di enforcement antipirateria in Italia.
Riferimenti normativi
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Legge 31 luglio 1997, n. 249
Articolo 1, comma 31 – Potere sanzionatorio di AGCOM fino al 2% del fatturato per l’inottemperanza agli ordini in materia di diritto d’autore
(Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 1997) -
Legge 14 luglio 2023, n. 93 – Legge Antipirateria
Rafforzamento dei poteri di AGCOM e ampliamento dei soggetti obbligati alla cooperazione
(Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2023) -
Delibera AGCOM n. 49/25/CONS
Ordini di blocco ai sensi della Legge 93/2023 – 18 febbraio 2025
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